martedì 21 giugno 2016

Propedeutica Musicale

Una delle realtà che sviluppa un mondo di musica nel veneto è l'orchestra giovanile Diego Valeri che ha lavorato negli ultimi anni ad un sistema per cui molte classi delle scuole del comune di Campolongo Maggiore e non solo, possono usufruire di diversi insegnanti per lavorare con loro e muoversi lungo un percorso che li inizia al ritmo, alla capacità di suonare assieme o lo stesso strumento o strumenti diversi (ad esempio musica di insieme di fiati tra cui flauti, clarinetti, trombe, tromboni e corni), al complesso mondo della musica, fornendo loro nozioni di base e passione affinchè possano affrontare lo studio di questa disciplina. 

Questa realtà crea molti diversi prodotti finali: 

  • orchestre d'archi
  • orchestre di strumenti a fiato
  • canzoni create dai ragazzi con il supporto dei loro insegnanti dove vengono inserite tutte le conoscenze acquisite e sviluppate durante il ciclo di incontro









(alcune foto prese dai saggi di fine anno di alcune delle classi di propedeutica musicale)


Esse aiutano a creare un ambiente favorevole ad un mondo di musica che come visto nei precedenti post aiuta a sviluppare determinate capacità al pari o anche meglio di altre discipline più conosciute.  
L'età a cui sono rivolti questi progetti è molto varia e spazia dai due anni (prima esperienza nel 2016 con una classe del nido ben riuscita) alla quinta classe delle elementari. 











martedì 14 giugno 2016

Disciplina e impegno costante

Alcune delle caratteristiche che vengono maggiormente valorizzate nel lavoro d'orchestra sono la disciplina e il costante impegno. L'impegno costante è importantissimo sempre; in primo luogo ogni orchestrale deve essere consapevole di quanto lavoro e costanza debbano accompagnare questa  sua attività per non rovinare il lavoro degli altri compagni e per poter padroneggiare con tranquillità e sicurezza lo strumento e muoversi con disinvoltura tra le parti affidategli. Inoltre è necessario, soprattutto durante gli spostamenti per i concerti, che ognuno, come in una grande famiglia si renda utile nel  preparare i luoghi dove si terrà l'esecuzione e spostare gli strumenti più grandi.
La disciplina, poi, è fondamentale poiché senza di essa, prove prima e conseguentemente concerti, non sarebbero produttive ed efficaci. 
Quello di preparare una esecuzione, è un processo spesso e volentieri lungo e impegnativo, che spazia dalla consegna e prima lettura assieme delle parti, al lavoro di cui sopra in cui ognuno si impegna singolarmente e in cui entrano in gioco passione e responsabilità che unite a quelle altrui sono come intrecci  di una rete forte e che funziona. anche dopo tutto ciò, in concerto, è importante mantenere alcune piccole regole di comportamento affinché la fine di questo lungo lavoro di preparazione, sia degna di tale processo. il concerto inizia solitamente con una accordatura degli strumenti che è importantissima perché l'insieme funzioni e il concerto è uno sfoggio di lavoro, disciplina, ordine e impegno. 

lunedì 16 maggio 2016

Memoria musicale e Alzheimer





L’alzheimer è una la malattia neurodegenerativa che più frequentemente causa demenza senile, ovvero la progressiva perdita delle capacità intellettive come memoria, linguaggio e giudizio. Essa è determinata da una lenta perdita di cellule nervose (neurodegenerazione) in tutte le aree della corteccia cerebrale. Al centro di tale processo patologico si trovano precipitazioni di proteine all'interno e all'esterno delle cellule nervose. Il processo patologico inizia molti anni prima della manifestazione visiva dei primi sintomi clinici che purtroppo stanno quindi ad indicare uno stadio già avanzato della patologia. Alcuni fattori genetici che possono causare la malattia sono conosciuti, altri fattori di rischio sono traumi cranici e un basso livello di educazione scolastica, probabilmente perché coincidono con una bassa capacità del cervello a compensare un determinato grado di deficit.


Perché la musica rimane anche quando tutto il resto se ne va?





Un'area del cervello che sembra essere coinvolta nel riconoscimento della musica familiare (in rosso in alto a sinistra) mostra un restringimento relativamente minore della materia grigia (in alto a destra) e un metabolismo più alto (in basso a sinistra) rispetto ad altre parti del cervello, ma ha comunque un accumulo sostanziale di amiloide-beta appiccicosa, proteina precipitata nella malattia (a destra in basso). Colori più caldi sono un segno di malattia più avanzata.


Coloro che sono in costante contatto con malati di Alzheimer sono spesso sbalorditi dalla durata e dalla robustezza della memoria musicale rispetto alle altre aree di memoria. Uno studio recente condotto a Padova, ad esempio, ha permesso di localizzare la provenienza di una anziana malata di Alzheimer ad uno stadio molto avanzato grazie all’uso della musica come stimolo che provocava in lei reazioni precise, reazioni che non erano possibili con altri stimoli (come ad esempio la parola).


Tuttavia, sono rimaste finora poco chiare le ragioni e i meccanismi di questo fenomeno. Gli scienziati del MPI di Lipsia, dell'Università di Amsterdam, e dell'INSERM di Caen sono riusciti a localizzare con precisione, e per la prima volta, la memoria musicale, fornendo la prova di una sostanziale stabilità di questa zona del cervello rispetto alle altre mentre ne è in atto il progressivo deterioramento nei malati.


Quella della perdita della memoria dovuta all’età è una realtà sempre più in evidenza anche a causa dell’aumento dell’età media soprattutto nelle società occidentali e ciò rappresenta un problema per i malati, le loro famiglie, e ultimo, ma non meno importante, per i servizi sanitari pubblici.
Sorprendentemente, la memoria musicale a lungo termine è spesso in gran parte conservata bene durante tale degenerazione cerebrale. Caregiver e terapisti utilizzano già questa conoscenza per mantenere i pazienti attivi con la musica. Con l'aiuto della musica, i pazienti possono riconnettersi con successo ai ricordi del passato, rivivere emozioni e impressioni. Essi sono a volte in grado di cantare i testi di canzoni ben note, anche quando sono quasi incapaci di parlare.



L’importanza della musica è quindi evidente in un contesto dove l’età media cresce e purtroppo il manifestarsi di perdita di memoria dovuta all’alzheimer anche. La memoria Musicale che entra nella zona meno colpita dalle cause di Alzheimer risulta quindi fondamentale per mantenere attivi i malati e rallentare il processo di degenerazione cerebrale.
Per rafforzare gli studi rispetto a questo preciso ambito, gli scienziati vorrebbero offrire un nuovo impulso alla ricerca per i meccanismi poco capiti della memoria musicale a lungo termine nell'Alzheimer. "Perché solo una conoscenza approfondita delle complesse relazioni può rendere possibile un vero e proprio uso terapeutico della musica nella cura del paziente in futuro", pensa lo scienziato Jacobsen (scienziato dell'Istituto Max Planck e dell'Università di Amsterdam).

martedì 12 aprile 2016

Musica cuore e cervello



Grazie al fatto di essere una forma di comunicazione strutturata, la parte sinistra del nostro cervello è in grado di decodificare la musica mentre la destra ne coglie la parte emotivo-sentimentale e l’insieme delle due cose influenza profondamente chi ascolta musica. Essa è infatti in grado di provocare modifiche nel nostro sistema nervoso, al nostro ritmo cardiaco alla respirazione e ad altre reazioni prettamente fisiche o motorie nel caso di musiche ballabili o marce per orchestra che portano naturalmente a muovere spalle, piedi o gambe. Alcuni tipi di musica, permettono di avere anche delle variazioni di pressione arteriosa, risposte respiratorie o cardiovascolari con conseguente decelerazione del cuore e del ritmo respiratorio.


L’attività di ascoltare musica provoca in noi risposte assimilabili a quelle che si ottengono con pratiche quali l’attività sessuale o quella di mangiare di piacere e gratificazione. Tutto ciò avviene nonostante ascoltando musica le attività motorie e fisiche-biologiche siano pressocchè annullate e tutto ciò è giustificabile molto più su un livello antropologico che scientifico poiché un tempo la musica era utilizzata per scandire tempi e ritmi della vita quotidiana che comprendevano per l’appunto esigenze primarie, quali sesso e cibo, poiché era usata in tutti i rituali, come quelli di caccia e quelli di iniziazione.


Fino a non molto tempo fa si pensava che la musica attivasse l’emisfero cerebrale sinistro e che il destro fosse attivato dal linguaggio ma ora si è scoperto che in realtà soprattutto per quanto riguarda i musicisti, le reazioni sono molto più complesse e i diversi elementi che compongono la musica (tono, ritmo, armonia, melodia ecc.) si distribuiscono su entrambi gli emisferi cerebrali. Il cervello è però in grado di “riconoscere” la musica e la reazione è diversa da altri stimoli uditivi, come voci o rumori.

giovedì 11 febbraio 2016

El sistema venezuelano





Così come è stato evidenziato nei post precedenti, la musica è uno strumento in grado di raggiungere finemente sensibilità molto diverse ed è di espressione molto più efficace in alcuni casi del linguaggio. Nel post del 16 Dicembre si parlava del Sistema venezuelano. Mi sta molto a cuore esporre in cosa consiste tale progetto che forse non ha avuto in Italia la dovuta importanza al di fuori di piccole realtà locali che cercano di ricrearlo e di riviverlo. Esso nasce per volontà del maestro José Antonio Abreu nel 1975 e punta a creare una realtà di recupero sociale, per fornire un a valida alternativa ai ragazzi che vivono soprattutto in quartieri particolarmente poveri, vivono la vita dei Barrios in povertà e avrebbero come alternativa la criminalità. El sistema viene definito come “sistema di educazione musicale pubblica, diffusa e capillare, con accesso gratuito e libero per bambini di tutti i ceti sociali” e la musica in questo contesto è l’alternativa che impegna moltissimi ragazzi nello studio di una disciplina sana e valida. Come può realizzarsi tale cosa in una realtà di povertà assoluta? La fondazione che finanzia strumenti e materiale/strutture necessarie è la Fundación del Estado para el Sistema Nacional de las Orquestas Juveniles e Infantiles de Venezuela (FESNOJIV). Si tratta di un ente statale venezuelano che, per fornire qualche numero, si occupa della gestione e promozione di oltre 125 orchestre e cori giovanili, 30 orchestre sinfoniche e dell'educazione di oltre 350.000 studenti in 180 nuclei operativi sul territorio venezuelano.


Secondo la definizione della FESNOJIV stessa El Sistema: « mira ad organizzare sistematicamente l'educazione musicale ed a promuovere la pratica collettiva della musica attraverso orchestre sinfoniche e cori, come mezzo di organizzazione e sviluppo della comunità»

El sistema ha dimostrato negli anni la sua efficacia regalando al mondo della musica direttori e musicisti di altissimo livello che occupano oggi un posto di particolare rilevanza nel mondo musicale e che girano per portare El sistema in altri paesi tra cui l’Italia. 
Ed è proprio grazie a questo che oggi anche in altri paesi El sistema si sta inserendo come progetto sociale e valida alternativa alle mille offerte che i giovani incontrano, non sempre efficaci e finalizzati alla crescita di una persona come tale e di essa dal punto di vista anche culturale.





il maestro Antonio Abreu con alcuni piccoli musicisti che vestono la divisa ufficiale che richiama i colori della bandiera venezuelana

mercoledì 13 gennaio 2016

Musicoterapia

La musicoterapia è una delle attività piu efficaci nell'ambitio della terapia con pazienti disabili.
Una seduta di musicoterapia può avvenire in gruppi o individualmente ed è sempre seguita e guidata dal terapeuta.
In una seduta di musicoterapia, il terapista sperimenta e mette a disposizione del paziente diversi strumenti così che il paziente possa scegliere quale strumento suonare e quindi attraverso che rumori o suoni esprimere la propria interiorità. Lo strumento permette al paziente di mostrare un sé nuovo che aiuta a creare un rapporto con il terapeuta. Il rapporto creatosi incrementa l'apertura dei in pazienti che si esprimono in modo nuovo. Che lo strumento crei un suono forte, morbido, protagonista o marginale, esso riflette la personalità del paziente che si manifesta in questa scelta che quindi è delicata sia se fatta dal paziente ma molto più se effettuata dal musico terapeuta.
molto spesso nelle sedute di gruppo, la forza degli strumenti scelti, riflette totalmente la personalità delle persone e si può notare che i leaders sono portati a contendersi strumenti di forte impatto che creano suoni secchi, forti e decisi.